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Iris (Arcobaleno)

IrisIRIS: figlia del titano Taumante e della oceanina Elettra, sorella delle Arpie. Nella Teogonia di Esiodo appare come messaggera degli dèi e personificazione dell'arcobaleno, considerato come un ponte fra il Cielo e la Terra, mediatore fra gli dèi e gli uomini. Era descritta come una fanciulla dai piedi veloci come il vento, che portava gli ordini e i messaggi divini sulla terra, nel mare, nell'Ade. Pochi sono gli eroi a cui porta i comandi di Zeus; assai raramente porta consiglio agli uomini, e mai un aiuto; è piuttosto messaggera di Zeus agli dèi quando sono lontani da lui. Presso Euripide e nei poeti dell'età ellenistica appare come ancella di Era. Fu inviata da Era a sobillare la rivolta delle donne troiane che, in Sicilia, incendiarono la flotta di Enea. Poiché l'arcobaleno appare dopo il temporale, Iride è considerata una dea della tempesta, e ha come sorelle Procella e le Arpie; così si spiega come i suoi messaggi siano spesso dolorosi. In Alceo troviamo l'unica testimonianza delle nozze di Iride dalle ali d'oro con uno dei venti, Zefiro, dalle chiome d'oro. Da Ermete, anch'egli veloce messaggero, del quale talvolta è compagna, Iride si distingueva in quanto egli è anche un dio assennato ed esperto, e sa condurre le cose a buon fine, mentre Iride non ha altra funzione che di portare le ambasciate.
Fidia la raffigurò sul frontone orientale del Partenone nell'atto di partire per recare al mondo la notizia della prodigiosa nascita di Atena; e accanto a Era figura un'altra volta nel fregio del Partenone.